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i tetti in piagne

Tra gli elementi strutturali di un edificio, la copertura può essere definita una delle componenti più importanti, in quanto assume un valore fondamentale sia dal punto di vista estetico che funzionale. Essa costituisce il più naturale e logico completamento dell'edificio, ne definisce la sagoma, ne caratterizza l'aspetto e di conseguenza contribuisce in modo fondamentale alla caratterizzazione del territorio. In Lunigiana, come in molte altre aree montane del nostro Paese, le coperture tradizionali dei tetti erano realizzate in lastre di Pietra Arenaria comunemente definite "piagne", un materiale lapideo largamente affiorate nel territorio. Tale uso è attestato fin dal medioevo, quando l'impiego della pietra viene imposto attraverso disposizioni pubbliche, delle quali la più antica testimonianza si trova negli statuti di Ponzanello del 1259. E' diffusa dunque già nel corso del XIII secolo la consuetudine di sostituire materiali infiammabili quali paglia o scandole di legno per ovviare al temibile e ricorrente pericolo di incendi. Tale consuetudine si è protratta in Lunigiana fino ai primi decenni del secolo scorso. Sarà la costruzione della ferrovia alla fine dell'ottocento che farà sorgere in questo territorio le prime fornaci per la produzione dei mattoni e quindi delle tegole. L'introduzione delle tegole in cotto, grazie ad una più facile reperibilità sul mercato e grazie ad una superiore facilità di posa in opera, ha sensibilmente diminuito i costi di costruzione ed ha gradatamente fatto perdere l'interesse per la tradizionale copertura in piagne. Tale disinteresse ha causato una trasformazione del nostro paesaggio. Oggi il riutilizzo delle lastre di pietra nel territorio montano e nei centri storici sarebbe auspicabile per il recupero di una tradizione che consentirebbe di ridare al territorio quelle caratteristiche che sono il risultato di una esperienza secolare in pochi decenni vanificata. Le piagne disposte a strati per circa i 2/3 della loro lunghezza, proteggono l'abitazione sia dal caldo estivo sia dai rigori invernali; sono resistenti al vento ed al gelo oltre che assicurare un'ottima impermeabilità. Se la loro posa in opera è corretta, realizzata da maestranze esperte, con una minima manutenzione la loro durata risulta di gran lunga superiore a quella dei laterizi. La nostra impresa, dimostrando sensibilità e passione per la salvaguardia del proprio territorio, ha intrapreso da oltre un ventennio grazie ai consigli ed alla collaborazione di un esperto artigiano, Remo Uggeri di Cavezzana d'Antena-Pontremoli a cui il padre ne aveva tramandato la conoscenza, il cammino per il recupero del mestiere del "copritetto" (così erano definite le maestranze specializzate nella posa del manto di copertura in piagne). Perfezionando gradualmente le proprie conoscenze, l'impresa è oggi in grado di offrire al mercato una manodopera altamente specializzata nella posa di questo materiale tradizionale. Tra le decine di realizzazioni ne scegliamo alcune per una breve documentazione fotografica.